Secondo giorno di programmazione e incontro fra tutti i docenti della mia nuova scuola, è venuto fra Damiano a presentarci il tema da sviluppare quest'anno scelto per tutte le scuole mariste in Italia: Insieme costruiamo. Nella foto sotto vedete un Damiano sorridente e in splendida forma mentre assapora già i risultati e i sogni che le sue parole hanno svegliato:
Mi hanno molto colpito le parole di un collega, fra l'altro simpatico e preparato. Sapete come fanno gli educatori che hanno passato tanto tempo con i ragazzi, specie quelli difficili (e i campi estivi di Damiano a Bucarest sono stati un'ottima scuola): per far passare dei messaggi importanti usano dei giochi, delle dinamiche, dei meccanismi un po' spiazzanti, quello di stamattina non era male, bisognava comporre dei cerchi a gruppi di sette-otto, chiudere gli occhi, tendere le mani in avanti, prendere la prima altra mano che capitava, riaprire gli occhi e...tentare di districare quella specie di anello umano un po' sghembo che si era creato. Collaborazione, allegria, ricerca di soluzioni, pensiero laterale, tutte cose utili da imparare all'ora di costruire insieme. Ma torniamo al collega di cui dicevo, dopo le spiegazioni del gioco ha detto chiaramente a tutti: "No, io questo "gioco" non lo faccio, è pericoloso, dare le mani, toccare un altro...sono gesti troppo intimi, personali per farne commercio in una riunione di docenti..."
Io penso che avesse perfettamente ragione. E lo rispetto.
Per questo io l'ho fatto, proprio perchè credo che spiazzare i prof, toccarli e farsi toccare, sorridere, giocare, pasticciare con le nostre paure e le nostre sicurezze, scendere dai piedistalli e scoprirsi capaci di fare cose "stupide" possa essere un buon primo gradino per "giocarsi" con i giovani...E l'allegria che si vede qui sopra mi rincuora...Sì, ogni persona deve essere rispettata e nessuno deve compiere gesti che sente non adatte a lui, ma lasciatemelo dire, nella scuola non mettiamo solo la testa o solo il cuore, mettiamoci anche le mani, il gioco, la confusione, il rischio.
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